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14 Marzo 2010

RUN LAGO D'ISEO 2010

Alla fine il giorno tanto agognato arrivato. Devo ammettere che la mattina, mentre percorro la strada che mi conduce al punto di ritrovo, un certo fremere d'emozione contribuisce a farmi vibrare fin dall'interno. Arrivo all'Autogrill ed incomincio a vedere, da lontano, già le prime moto parcheggiate, il primo impatto di come sarà la giornata; ho persino imparato a parcheggiare la moto in modalità ordinata, allineata alle altre, non come le altre volte, messa li così alla cavolo. Mattinieri, leggermente intirizziti, imbacuccati in sciarpe, sottocaschi tipo UomoRagno e giubbotti pezzati; per fortuna una bella giornata, magari un po' freddina, ma nemmeno poi tanto; si aspetta, si chiacchera e si aspetta, si prende un caffè si aspetta, si aspetta chi ritarda come sempre... ma si... va bene, non importa, aspettiamo qualche minuto in più, non ci corre dietro nessuno, anzi fra un po' saremo noi a correre dietro alla voglia di viaggiare. Siamo un po' arrabbiati, perchè uno di noi ha pensato bene di farsi mandare la patente in cassa integrazione per un po'; arrabbiati si, un po' con lui, un po' con la sorte, che in inglese si traduce "sfiga", e ne parliamo e riparliamo mentre aspettiamo e ci rimane, comunque, in mente, perchè ci dispiace, sia per lui che per noi, che siamo senza di lui che senza di lei (la patente), ma "the run must go on" e, finalmente, saliamo in sella, si parte ed il cuore incomincia a battere forte e non credo solo il mio, anzi, ne sono certo: "Un cuore che in sella dimentica, e vive, batte, ride, esplode" (non so di chi sia, ma mi piace un sacco) Eccolo finalmente il Gruppo davanti a me, di fianco a me, dietro di me, dentro di me; eccolo finalmente quel Gruppo che imparai a vivere nel lontano Dicembre dell'anno scorso; bello essere immersi in quelle due file di passione pura che corre lungo l'asfalto dell'autostrada; lo sento il gruppo, lo respiro, pian piano incomincio a viverlo così come avevo immaginato da tanto. Purtroppo c'è sempre il solito pistola che pensa bene di combinarne qualcuna, una borsa dimenticata aperta...capita.... la prima volta, sapete... l'emozione, l'inesperienza, mi perdonerete di sicuro... Il viaggio poi continua, si abbandona l'autostrada e ci si immerge nei paesi; si passa tra le case, tra le piazze e tra le rotonde ed è quì che il Gruppo fa sentire la sua voce, la gente, volente o nolente, si ferma a guardare o a sentire o a guardare e sentire e qualcuno ad invidiare; un gruppo di ciclisti non lo guarda nessuno (anche perchè scassano i marroni in un modo pazzesco), un Gruppo come il nostro lo guardano tutti, lo guardo pure io scorrere fluido come un lungo serpente per strade e stradine, cerco di seguirlo al meglio e poi via... via così fino alla meta. Sarnico ci accoglie festosa (vabbè, si fa per dire), bello riempire una piazzetta del lungolago con le moto; sono belle così allineate ed eleganti, scintillano sotto il sole e ci appagano l'orgoglio; ora del caffè, del thè, una sosta per lo spirito (per chi prende l'aperitivo), un cambio d'acqua veloce e poi via a far le foto ricordo... (ricordo... e chi se la scorda più??). Una passeggiata, tante cavolate, rimirare il paesaggio, tante cavolate, le foto, poi di nuovo alle moto per andare a pranzo; via ad ondeggiare nuovamente tra le stradine dei paesi, fino al ristorante. Ma ora basta divertirsi, è ora di fare le cose seriamente, la tavolata pronta, acqua e vino ci sono e siam pronti a levar i lieti calici... chissà perchè ho il sospetto che stavolta molti di noi son rimasti "schisci" e si che il vino non era per niente male (ndr. un Valcalepio ne' giovane ne' vetusto... di facile beva, insomma). Al termine del pranzo un giretto digestivo ci porta nella piazza del paese, dove i Maggiolini della Volkswagen di ogni tipo, forma, colore e dimensione, hanno deciso di darsi appuntamento; il bello della faccenda che in questi casi ti rendi conto di non essere l'unico malato e la cosa un pochino ti consola. Poi, come tutte le più belle cose, arriva l'ora in cui si deve tornare, eccoci tutti quanti nuovamente pronti ad accendere il motore; mi piace sentire nascere uno ad uno i suoni dei motori che si risvegliano, che crescono fino a quasi diventare una voce sola; poi si parte, si sfila nuovamente per le vie dei paesi, fino all'autostrada. Mentre si ritorna si naviga verso il sole basso all'orizzonte, sembra quasi che da un momento all'altro si vedano comparire i titoli di coda, solamente che invece della scritta "The End", si vede comparire "To be continued..."; si perchè questo stato il primo Run, anzi il Primo Primo Run e, parafrasando un famoso detto, il primo Run non si scorda mai; ma altri ne verranno, presto, saremo allora, nuovamente insieme a sfilare con la nostra passione. Fulvio

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